Homeschooling (Istruzione parentale)

Adnkronos riferisce che, in base a dati ministeriali, in Italia si è passati da un totale di 5126 homeschooler dichiarati nellanno accademico 2018-2019 a 15.361 nel 2020-2021, con un intermezzo di 6212 ragazzi in educazione parentale nel 2019-2020. 

Sarà per la nuova scuola post COVID-19 che l’utilizzo dell’homeschooling (molto più diffuso nella scuola primaria rispetto alla secondaria) ha visto in Italia un balzo di più del doppio degli iscritti tra il 2020 e il 2021? 

Difficile a dirsi, ma non difficile da ipotizzare,  tante sono state le testimonianze di genitori e bambini vittime di discriminazioni per non essere in possesso di questo requisito e di condivisione dei motivi per lasciare la scuola. 

Ebbene, che cosa potrebbe accadere ora che il vaccino anti COVID-19 ha ricevuto l’approvazione dell’Ema anche per la fascia d’età 6 mesi – 5 anni? E se diventasse un requisito per l’ammissione agli asili nido e alle scuole?

È importante sapere che anche in Italia è possibile proporre ai propri figli un’educazione diversa. 

Esistono sia realtà di scuole parentali, in cui insegnanti assunti ad hoc o gli stessi genitori si alternano nelle lezioni, sia realtà in cui sono gli stessi genitori ad istruire i propri figli a casa. L’unico vincolo è un esame annuale di idoneità da svolgersi presso strutture pubbliche, il cui fine è quello di verificare che il bambino abbia acquisito, nel corso dell’anno, i requisiti minimi richiesti per frequentare l’anno scolastico successivo. 

Quali i vantaggi di questa istruzione alternativa?

Crediamo che il valore più grande di questo modello di scuola sia proprio riportare l’educazione al significato primo della parola stessa: e-ducere, condurre fuori dal bambino i suoi talenti, i suoi interessi, le sue abilità. Il bambino torna ad essere il centro attorno cui ruota l’istruzione, non un vaso vuoto da riempire con date e nozioni. 

Vi è la possibilità di dare a ciascun bambino il suo spazio, il suo tempo per imparare, di aiutarlo a conoscersi e a conoscere il mondo, la possibilità di trasmettergli i valori ed il senso etico propri della famiglia e, non da ultimo, la capacità di ragionare e sviluppare uno spirito/pensiero critico. 

Certo, vi sono difficoltà da affrontare: trovare gli spazi, o gli orari consoni a permettere ai genitori di continuare a lavorare. Se le classi sono piccole o si studia in casa con i propri fratelli, trovare il modo affinché i ragazzi possano socializzare con i loro pari. 

Ma alla fine che cos’è un po’ di sacrificio e di organizzazione se abbiamo in figura la possibilità di veder germogliare i nostri ragazzi in tutto il loro splendore e permettere loro di appassionarsi allo studio ed alla vita, invece di divenire meri spettatori passivi e con poco spirito critico? 

Ci piace pensare, da sempre, che è nelle avversità che incontriamo nuove opportunità. 

Se lo spettro della vaccinazione obbligatoria anti COVID-19 sui bambini fosse la spinta che ci serviva per ripensare l’educazione, così da crescere adulti del domani pronti a costruire una società diversa?