Intervista a Robert Kennedy Junior

Intervista di IppocrateOrg (Irina Boutourline) a Robert Kennedy Junior del 22/11/2021

RFK- Buongiorno Irina…

IB – Oh, buongiorno Robert.

RFK – Come va?

IB – Bene, e tu?

RFK – Bene.

IB – I giornali mainstream dicono che la tua missione nella vita è di diffondere disinformazione… e non capisco, non capisco perché oggi sia così difficile intraprendere un qualsiasi tipo di dibattito sui vaccini e in particolare sui vaccini contro il COVID-19.
Cosa ne pensi?
Perchè tutto questo?

RFK – Sono d’accordo con te. Voglio dire, la democrazia è basata su un libero flusso di informazioni, e abbiamo bisogno che le nostre politiche
siano in grado di trionfare sulla piazza delle idee. Dobbiamo poter avere un dibattito aperto, un dialogo su questi argomenti.
E penso che dovrebbe essere molto, molto sospetto e allarmante per chiunque vive in democrazia, che semplicemente non possiamo parlare di queste cose, che non possiamo avere esperti da entrambe le parti che possano esprimersi su questi temi molto, molto importanti per la salute pubblica, per la nostra economia, e discuterne ogni aspetto.

IB – Penso la stessa cosa. È incredibile.
Dalle tue conversazioni e dalle tue interviste ho visto che quello che denunci è principalmente l’assenza di trasparenza da parte dell’industria farmaceutica. Quali potrebbero essere i suggerimenti da dare ai governi al fine di mostrare che c’è una vera trasparenza tra i governi e l’industria farmaceutica?

RFK – Capisci… queste società, le quattro società che producono tutti i vaccini, i vaccini per bambini, negli Stati Uniti sono tutte criminali seriali condannati. E queste sono Sanofi, Glaxo, Merck, e Pfizer. A partire dal 2009 quelle quattro società hanno pagato oltre 35 miliardi di dollari in sanzioni penali e danni e in sanzioni civili per aver falsificato dati scientifici, per aver frodato gli enti regolatori, per aver mentito al pubblico, per aver ucciso centinaia di migliaia di persone inutilmente. La Merck, per esempio, con un farmaco, il Vioxx, ha ucciso oltre 100.000 americani, alcune stime arrivano fino a 500.000, con un farmaco che commercializzavano come pillola per il mal di testa, e la società sapeva che causava infarto, ma non ha avvisato i cittadini. Molte persone che avevano assunto quel farmaco in quel periodo, se avessero saputo che rischiava di ucciderle, avrebbero potuto dire “Piuttosto prendo l’aspirina”. Ma non avevano potuto scegliere perché non ne erano stati informati. E oggi il discorso è lo stesso, ma abbiamo una cospirazione del governo. Come riparazione, la Merck alla fine aveva dovuto pagare 7 miliardi di dollari. L’intero consiglio di amministrazione sarebbe dovuto finire in prigione. Così non è stato, ma hanno pagato 7 miliardi di dollari in sanzioni e danni per quella causa.
Oggi abbiamo qualcosa di molto peggio. Abbiamo il governo che cospira con quelle stesse società per nascondere al pubblico fatti riguardanti questi vaccini obbligatori. Voglio ricordare che questi sono vaccini per i quali le aziende non hanno nessuna responsabilità. Hanno approvato leggi, il PREP Act negli Stati Uniti e anche il CARES Act, che danno immunità a queste aziende, cosicché, indipendentemente da quanto negligenti e da quanto avventati possano essere, da quanto gravi siano i tuoi danni, da quanto tossici siano gli ingredienti, non puoi querelarle. Ma non solo, l’unico modo in cui puoi citare in giudizio queste società è se puoi dimostrare che erano a conoscenza del fatto che il loro prodotto ha causato quel particolare danno che hai subito e che loro non ne hanno informato il pubblico. Quindi l’incentivo per queste aziende è sapere il meno possibile del prodotto perché meno sanno, meno responsabilità hanno. Quindi mettono a punto questi studi preclinici che sono fraudolenti, progettati per nascondere non solo al pubblico e agli enti regolatori, ma anche alle società stesse, se ci sono o meno problemi. E per questo, stiamo vedendo prodotti che sono molto, molto mal testati e il cui uso sta diventando obbligatorio. Ci viene ordinato di assumere un prodotto e ci viene richiesto di assumere un prodotto per poter esercitare i nostri diritti di spostamento, di istruzione, a in alcuni casi per poter uscire di casa. E questa è davvero l’essenza della tirannia.

IB – Certo… ma i consumatori hanno modo di proteggersi prima di farsi i vaccini? E se qualcosa va storto… se hanno un effetto collaterale, c’è modo di denunciare?

RFK – Non c’è possibilità di ricorso: se vieni danneggiato da un vaccino, in quasi tutte le democrazie occidentali, non in tutte, se vieni danneggiato dal vaccino, non hai possibilità di rivalerti. È problema tuo o di tuo figlio. E in questo momento stiamo assistendo al più alto livello di lesioni da vaccino a cui abbiamo mai assistito negli Stati Uniti. Sul sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino, che è il nostro sistema di sorveglanza dei danni da vaccino, abbiamo già visto quasi un milione di eventi avversi segnalati e abbiamo visto 17.000 decessi. Sappiamo anche che quel sistema è progettato in modo da non funzionare. In altre parole, gli studi degli HHS (Servizi di salute umana), gli stessi studi del governo, mostrano che quel sistema raccoglie meno dell’1% delle lesioni da vaccino. E anche se è completamente inefficiente nel raccogliere gli eventi avversi, stiamo ancora vedendo questi livelli record di danni; per esempio, negli ultimi otto mesi della campagna vaccinale, abbiamo visto più morti registrate nel VAERS, in quel sistema, di quelle registrate nei 30 anni precedenti in cui si sono somministrati miliardi e miliardi di dosi di altri 72 vaccini, di tutte queste messe insieme. Negli ultimi otto mesi abbiamo visto più eventi avversi e più morti di quelli di tutti i vaccini segnalati da quando la registrazione è iniziata.

IB – Noi siamo un’associazione che si è presa cura di molti pazienti affetti da COVID-19, e abbiamo avuto molto successo con le terapie precoci. Ma abbiamo notato che il governo italiano e molti governi in tutto il mondo non hanno incentivato queste terapie precoci per il COVID-19. Perchè questo?

RFK – Mi sembra che ci sia in agenda di indirizzare la gente verso un’unica soluzione, che sono i vaccini. Sappiamo che il COVID è una malattia molto gestibile. È come l’influenza. Il COVID è molto mortale per le persone anziane, per le persone che hanno 70 anni e più. In effetti, ha una letalità del 5%, quindi se hai più di 70 anni, hai un rischio del 5% di morire se ti viene diagnosticato il COVID, e questa letalità è molto alta. Sotto i 70 anni il rischio crolla. Penso che ogni sette anni il rischio si dimezzi. La totalità della popolazione al di sotto dei 70 anni ha un millesimo del rischio della popolazione sopra i 70 anni. Quindi c’è un rischio molto basso e in uno studio del Lancet pubblicato un paio di mesi fa su bambini americani, i ricercatori non sono stati in grado di trovare un singolo caso di bambino sano morto di COVID. Quindi per un bambino sano il rischio di morire per COVID è nullo. E quindi questa spinta a vaccinare i bambini è molto sconcertante dal punto di vista medico. Chiaramente non è una risposta medica. È una risposta militarizzata. È una risposta che sembra essere parte di una spinta volta ad eliminare il gruppo di controllo per rendere sempre più difficile ai ricercatori di condurre studi sull’impatto sulla salute dei vaccinati a confronto con i non vaccinati. Perché non c’è ragione di salute pubblica nel vaccinare un bambino; ci sono molte ragioni per non farlo. Sappiamo che questi vaccini uccidono la gente. Sappiamo che causano miocardite e pericardite e trombosi, infarti, e morte, e ictus nei bambini. E perché fare un intervento con questo tipo di rischi contro una malattia che ha rischio di morte nullo? Sappiamo anche, ad esempio, che, durante gli studi clinici sui bambini dagli 11 ai 15 anni, la Pfizer ha mentito sui risultati della sperimentazione per nascondere l’impatto sulla salute. E lo sappiamo perché 1100 ragazzini avevano partecipato a quello studio, e una di loro era una ragazzina di 13 anni di nome Maddie De Garay, e Maddie De Garay subito dopo il vaccino ha avuto febbre e poi ha avuto convulsioni. E oggi è su una sedia a rotelle, probabilmente lo sarà a vita. E deve usare un sondino per nutrirsi. La Pfizer nella sperimentazione clinica ha registrato questo danno come “mal di stomaco”. Questo è un tasso di eventi avversi molto elevato, un tasso di eventi avversi gravi di 1 su 1100. Quindi per quella fascia di età, il rischio di morire di COVID è nullo. Però, in base allo studio di Pfizer, c’è un rischio su di 1 su 1100 di subire un danno che è letteralmente un destino peggiore della morte.

IB – Sì, è incredibile come…

RFK – E dirò questo, che se distribuisci il vaccino a 76 milioni di bambini negli Stati Uniti, come intendono fare ora, estrapolando in base agli studi di Pfizer, se hai un danno del genere ogni 1100 bambini, stai parlando di 70.000 bambini che possono andare incontro a quel tipo di danno. È molto peggio di tutto ciò che abbiamo visto col COVID. Il COVID colpisce principalmente le persone anziane. Perché stiamo facendo questa guerra sui nostri bambini?

IB – Conosci altri Paesi che si sono comportati in modo diverso e hanno assecondato le terapie precoci e non hanno imposto i vaccini? E quale è stata la loro esperienza?

RFK – Be’, ci sono altri Paesi che stanno usando per esempio l’Ivermectina, l’idrossiclorochina e altri farmaci. Questi non sono, tra l’altro, gli unici due farmaci che funzionano contro il COVID. Ci sono gli anticorpi monoclonali che funzionano, ci sono steroidi per inalazione, anticoagulanti, antinfiammatori, antibiotici e varie altre terapie che funzionano. E sappiamo che tutte quelle terapie, che quasi tutto quello che fai per il trattamento precoce del COVID ha un enorme impatto sulla riduzione dei ricoveri e della mortalità. Abbiamo ottimi dati per quanto riguarda l’ivermectina, l’idrossiclorochinina, e abbiamo letteralmente oltre 100 studi pubblicati, peer-reviewed, che indicano collettivamente, e la maggior parte singolarmente, che questi composti sono straordinariamente efficaci come profilassi, in altre parole, per prevenire il COVID ma anche, se somministrati nelle prime due settimane dalla diagnosi, hanno un’enorme riduzione, l’80%, dei ricoveri e una riduzione dell’80% della mortalità. Quindi probabilmente l’80% delle persone che sono morte da COVID non sarebbe morta.
In Cina si sono iniziati a utilizzare questi farmaci molto presto. Hanno pubblicato i protocolli entro aprile 2020. per il trattamento precoce, e quei protocolli includevano clorochina, che è il cugino dell’idrossiclorochina, e lavora sulle stesse vie, e antibiotici, antinfiammatori, anticoagulanti, e il tasso di mortalità in Cina è stato di circa tre persone per milione di abitanti; per confronto gli Stati Uniti, hanno avuto un tasso di mortalità di quasi 2200 per milione di abitanti, quindi, quasi 800 volte il record cinese. Abbiamo anche visto che l’uso di idrossiclorochina e ivermectina nei Paesi africani sembra essere direttamente correlato alla bassissima letalità del COVID in quei Paesi.
La Tanzania ha una mortalità di meno di una persona per milione di abitanti. In India, abbiamo un perfetto esperimento naturale dove l’Uttar Pradesh, che è la più grande provincia dell’India, penso circa 230.000.000 di persone, quindi paragonabile alla popolazione degli Stati Uniti, ha avuto quasi zero morti per COVID-19 dopo aver implementato l’accesso universale all’ivermectina.
E ci sono molti molti altri esempi del genere. C’è una correlazione diretta in molti studi tra i Paesi che hanno usato idrossicloorchinina e l’hanno messa a disposizione dei propri cittadini presto. I tassi di mortalità in quei Paesi sono sensibilmente inferiori rispetto ai Paesi come gli Stati Uniti e molti Paesi europei come il Regno Unito e l’Italia, che hanno soppresso le terapie precoci.
Il trattamento precoce funziona, è come un’influenza. Porrebbe fine alla pandemia perché la pandemia in realtà… il problema con la pandemia è il sovraffollamento dei letti ospedalieri. Ma se l’80% delle persone non finisce in ospedale, la crisi cessa. Abbiamo la capacità, se avessimo una buona strategia, che è quella di isolare e proteggere e predisporre tante risorse che proteggano le popolazioni vulnerabili, le persone che hanno più di 70 anni, le persone con comorbilità, e poi lasciare che la malattia si diffonda tra le fasce di popolazione per le quali non c’è rischio o c’è un rischio molto, molto basso, come fa l’influenza; a quel punto hai la popolazione con immunità di gregge, con immunità a vita, e hai una malattia che è come l’influenza; ritorna stagionalmente, anno dopo anno, colpisce un numero molto limitato di persone e sappiamo come trattarle. Sappiamo come gestire questa malattia, come gestirla per ridurre la mortalità, quasi a zero.

IB – Ma come mai diversi Paesi hanno scelto strategie diverse? C’è una ragione politica?

RFK – Chiaramente, c’è un’agenda che sembra irrazionale dal punto di vista della salute pubblica. Uno dei problemi con il trattamento precoce è che, negli Stati Uniti, se le agenzie sanitarie riconoscessero che c’è un farmaco approvato per un qualsiasi problema – come l’idrossiclorochina e l’ivermectina, sono entrambi farmaci approvati per altre problematiche. Se qualcuno di questi farmaci si dimostra efficace contro il COVID nel trattamento precoce, è illegale per le agenzie sanitarie concedere un’autorizzazione all’uso in emergenza per i vaccini. Per nessun farmaco può essere concessa un’autorizzazione all’uso in emergenza a meno che non sia l’unica opzione. Quindi, se c’è un’opzione alternativa, questa uccide l’intero modello di business. E chiaramente, ci sono interessi molto forti che erano orientati a… che hanno contato sui profitti derivanti dal vaccino. E includono persone all’interno del nostro governo che stavano spingendo i vaccini, persone come Anthony Fauci e le aziende farmaceutiche alleate, ma anche le agenzie di intelligence che sono state anche coinvolte, molto profondamente, nella biosicurezza. Tutta quell’agenda. Ed erano tutti orientati verso una soluzione, un’unica soluzione, i vaccini. Hanno avuto un incentivo economico molto, molto grande e un incentivo in termini di potere per sopprimere ogni cosa che possa competere con i vaccini.
Una delle cose che preoccupa è tutta questa idea che la scienza sia un fatto di consenso e che il consenso scientifico è che solo i vaccini funzionano e nessun altro farmaco funziona. Quando qualcuno ti parla di consenso scientifico, dovrebbe insospettirti perché è un ossimoro. La scienza è dinamica, è sempre in evoluzione. Ci sono nuove ipotesi che mettono alla prova le ipotesi e le teorie più consolidate; la scienza è un processo. Vedi, io ho seguito probabilmente più di 500 cause legali su questioni ambientali e questioni di salute pubblica, e praticamente in tutte quelle cause c’è un dibattito. Quando ho fatto causa alla Monsanto, facevo parte del team legale nella causa Monsanto, la Monsanto si è portata dietro gli scienziati di Harvard e Stanford, che sono i principali scienziati del settore, e loro sostenevano che l’erbicida glifosato della Monsanto non causava linfoma non-Hodgkin. Ma noi abbiamo portato i nostri scienziati da Harvard e Stanford, che hanno studiato gli stessi dati e sono giunti alla conclusione diametralmente opposta. E la giuria ha ascoltato entrambe le parti. Hanno ascoltato il dibattito. E così sono stati in grado di vedere nei minimi dettagli gli errori di giudizio degli scienziati di parte Monsanto e le conclusioni tendenziose di quegli scienziati, e alla fine ci hanno dovuto sborsare miliardi di dollari in giudizio. Quindi capisci, non esiste una cosa come il consenso scientifico. Quando andiamo dal nostro medico e lui ci dà notizie che non ci piacciono, cerchiamo un secondo parere.

IB – Certo!

RFK – Ma non ci è stata data la possibilità… Di tutti i medici che stavano proponendo queste politiche negli Stati Uniti, Anthony Fauci, Robert Redfield al CDC (Centro per il controllo delle malattie), Elizabeth Birx, di tutti quei medici che erano stati incaricati della risposta al COVID, non ce n’è uno che abbia mai curato un paziente COVID. E quando ti trovavi a parlare con gente che gestisce gli ospedali, che effettivamente apportava innovazioni e cercava di capire il modo migliore per iniziare a salvare i propri pazienti dalla morte ed era alla ricerca di diversi approcci, tutti quei dottori dicevano, senza eccezione alcuna, che il trattamento precoce funziona. Eppure c’era questo grande sforzo internazionale di sopprimere ogni evidenza di qualsiasi discussione sul trattamento precoce. Ed è strano. Non era mai successo prima nella storia. Quello che abbiamo fatto negli Stati Uniti, e quello che hanno fatto in Europa è l’esatto contrario di quello che dovresti fare in una pandemia. Per esempio, in Cina chiunque avesse sintomi, avesse febbre, fosse risultato positivo al test, veniva immediatamente isolato e trattato. Gli veniva dato…
E i cinesi avevano pubblicato un protocollo per il trattamento precoce ad aprile, nei primissimi giorni di aprile. Ad oggi, gli Stati Uniti non hanno alcun protocollo per il trattamento precoce, alcun protocollo ufficiale. Ci sono protocolli che sono stati creati da medici privati e vengono soppressi. Quindi i cinesi individuavano presto le infezioni e isolavano. Se avevi la febbre e risultavi positivo al test PCR, venivi isolato e ti veniva dato un trattamento di alto livello con clorochina e tutti questi altri farmaci. Negli Stati Uniti cosa facevano? Se avevi sintomi ed eri positivo al test PCR, il tuo medico ti diceva: “Non esiste un trattamento precoce. Stai a casa finché non stai così tanto male che non riesci a respirare, e solo allora vieni all’ospedale e ti curiamo”. Quello era l’unico trattamento.
Quindi cosa succede? Stai mandando una persona malata a casa a infettare tutta la sua famiglia, e si ammalano sempre di più a casa loro. Alla fine si ammalano così tanto che devono andare in ospedale. E ognuno di quei ricoveri, un milione di ricoveri, ciascuno di questi è stato un evento super-diffusore. Ora, stai infettando la tua famiglia, stai infettando l’autista di Uber, stai infettando l’ospedale e l’ambulanza, tutti gli operatori ospedalieri, gli operatori sanitari, e tutti quelli che ti incontrano per strada, anche le persone che ti portano il pasto a domicilio, stai infettando tutti. Era praticamente l’opposto di quello che faresti se vuoi fermare una pandemia.. Questo è quello che abbiamo fatto. Era molto singolare.

IB – L’opinione pubblica come è divisa negli Stati Uniti?

RFK – Abbiamo circa un terzo della popolazione che mette in dubbio la vulgata ortodossa ed è arrabbiata per questo. E circa due terzi della popolazione è terrorizzata per una malattia simil-influenzale e crede, in una specie, penso, una specie di sindrome di Stoccolma dove sono rimasti chiusi nelle loro case, e crede che l’unica strada per la libertà sia la completa assoluta obbedienza alle autorità, un’obbedienza incondizionata. Con la sindrome di Stoccolma diventi grato ai tuoi carcerieri, e credi che le persone che si oppongono ai tuoi carcerieri siano persone pericolose. E questo è quello che stiamo vedendo negli Stati Uniti.
Ma la mia speranza sta nel fatto che c’è un tasso di conversione in corso dove molte delle persone che seguivano gli ordini stanno iniziando a mettere in discussione la vulgata ortodossa, mentre la narrazione inizia a cadere a pezzi, i vaccini non funzionano, la gente si ammala, l’incidenza dei danni è molto più elevata. E se osservi i tassi di conversione, matematicamente, il 95%-98% delle conversioni sono da quella parte verso la parte a favore della libertà di scelta. E la gente che è più dalla parte della resistenza per la libertà di scelta raramente passa dall’altra parte. Quindi, se osservi i tassi di conversione, tutto va verso la causa della libertà di scelta.
E quindi abbiamo il cartello medico e le istituzioni che stanno passando alla repressione. Questi controlli totalitari stanno diventando sempre più forti di giorno in giorno. Ma anche la resistenza sta diventando sempre più forte. Così ora siamo di fronte a una sorta di dialettica hegeliana classica dove c’è uno scontro di due visioni che a un certo punto danno origine a una nuova realtà. E sarà questa la realtà totalitaria di Orwell o Kafka o Aldous Huxley? Questo incubo distopico fantascientifico dove siamo tutti controllati da queste nuove tecnologie che possono fare riconoscimento facciale e sorveglianza…
I cinesi adesso hanno una tecnologia di riconoscimento facciale che riesce a stabilire se sei colpevole o meno. È di fatto precrimine, come nel film Minority Report dove possono osservare la faccia di qualcuno e stabilire se ci sono metriche per le quali è possibile dire se la persona è colpevole, se si sente in colpa. Quindi le previsioni distopiche di un’era di precrimine sono in realtà già tra noi in Cina, e ora abbiamo la tecnologia per fare queste cose. Abbiamo tecnologia per il controllo totalitario che Hitler non aveva… È vero che il totalitarismo non è la dittatura. In dittatura non sono interessati veramente a cosa pensi. Si preoccupano solo delle tue azioni. Ma i sistemi totalitari cercano di controllarti il pensiero. E lo fanno inondandoti con la propaganda, sopprimendo il dissenso, sopprimendo l’espressione personale, in particolare, qualsiasi tipo di espressione personale. Ora abbiamo la capacità di farlo. Quando Hitler andò in Romania, quando andò in Cecoslovacchia, quando andò in Polonia, la prima cosa che fece fu di istituire l’ordine permanente di uccidere tutti gli intellettuali, tutti i poeti, tutti gli artisti, tutti i professori delle università, tutti gli scrittori, per eliminarli perché erano persone che potevano creare forme di espressione personale.
E non credo sia una coincidenza che una delle tecniche per il controllo della pandemia è stata quella dell’utilizzo universale di mascherine, perché è un modo di reprimere l’espressione personale. I governi totalitari stanno cercando di sbarazzarsi di tutte le forme di espressione personale. Certamente questo significa la tua voce, la tua capacità di scrivere; ma anche il meccanismo più intimo e probabilmente più eloquente che abbiamo per l’espressione personale è il volto. E Dio ci ha dotati, o l’evoluzione ci ha dotati, di 42 muscoli facciali che possono trasmettere felicità, disperazione, tristezza, scetticismo, e tutti questi altri strumenti di dissenso che sono nel volto umano. E ora li stiamo mascherando, e questo isola le persone, le frammenta, distrugge il senso di comunità, distrugge i legami di amicizia. I bambini ora si guardano l’un l’altro come rischi biologici, e non possono vedersi in faccia, non possono vedere il sorriso dell’altro. E questo è un effetto psicologico paralizzante che è stato documentato, più e più volte. Questo ha un impatto sulla salute. Un impatto sulla salute veramente terribile. Eppure non si fanno i conti per questo. Non viene effettuata alcuna valutazione. E chiaramente, queste sono cose che dovrebbero preoccupare tutti.

IB – Nel tuo discorso, hai parlato dell’esperimento di Milgram. Potresti spiegarmi meglio?

RFK – L’esperimento di Milgram è stato uno di quegli esperimenti che avrebbe condotto la CIA. Ho parlato di questo esperimento nel mio libro. C’erano 150 università: la CIA pagava scienziati negli Stati Uniti, in Canada e in America Centrale nel corso degli anni ’50, ’60 e primi anni ’70 per condurre esperimenti sul controllo e sul controllo di massa, ma anche sul controllo individualizzato, su come controllare un individuo, su come … di fatto dovevano creare candidati manciuriani, per portare gli esseri umani a fare cose contro la loro volontà, ma anche esperimenti con campioni consistenti. E uno di questi esperimenti è detto esperimento di Milgram, e fu condotto a metà degli anni ’60 da Stanley Milgram, che era un giovane sociologo di Yale. E per tutta la vita ebbe come capo e mentore il direttore, nella Marina degli Stati Uniti, di un programma della CIA chiamato MKUltra e MKSearch, che erano esperimenti di controllo mentale, erano due di questi programmi – ce ne sono moltissimi altri.
E Stanley Milgram reclutò americani che svolgevano qualsiasi attività lavorativa, quindi reclutò operai edili e professori e studenti universitari neri e bianchi, e li metteva in una stanza, un soggetto veniva messo in una stanza, e gli veniva detto di girare una manopola. E la manopola, così veniva detto loro, avrebbe dato una scossa elettrica a un individuo che era nella stanza accanto che era legato a una sedia. Non potevano vedere la persona, era un attore, ma riuscivano a sentire le urla, il pianto, le suppliche, i divincolamenti, quando giravano la manopola verso livelli alti. Nella stanza insieme al soggetto c’era un dottore, un uomo che indossava un camice bianco da laboratorio che diceva loro di essere un medico e diceva loro: “Alzi, abbassi, alzi, abbassi”. E quando alzavano il livello, sentivano le urla.
Molti dei soggetti supplicavano il dottore, piangendo, piangendo, dicendo, “Non me lo faccia fare di nuovo, non me lo faccia fare. Non voglio farlo”. E lui diceva loro: “Alzi”.
E il 67% delle persone lo portava a 450 volt, livello che, si diceva, era potenzialmente fatale. Il 67% delle persone agiva contro la propria coscienza e contro i propri valori, e dava alla persona una scossa elettrica potenzialmente fatale. Il 33% delle persone rifiutava e se ne andava via, ma il 67%…
E se cerchi l’esperimento di Milgram, puoi cercarlo su Wikipedia, normalmente non dovresti credere a Wikipedia, ma Wikipedia dà una spiegazione dell’esperimento di Milgram molto accurata. Stanley Milgram ha concluso alla fine che la voce dell’autorità, in particolare un’autorità medica, farà sempre crollare, nel 67% dei casi, farà crollare i valori umani e le convinzioni più profonde della nostra coscienza, che una voce dell’autorità, in particolare un’autorità medica, può far sopraffare i tuoi valori.
Nell’ultimo anno, negli ultimi due anni, ho l’impresisone che siamo stati tutti arruolati in questo gigantesco esperimento di Milgram dove noi abbiamo questi dottori, queste voci di autorità, che ci dicono di violare la nostra coscienza, di vaccinare i bambini che non ne hanno bisogno, vaccini che non funzionano, bambini che non ne hanno bisogno, che ci dicono di sbarazzarci dei processi con giuria, di sbarazzarci della libertà di parola, cosa che sappiamo tutti che non andrebbe fatta, di sbarazzarci dei diritti di proprietà e della libertà di religione e di tutte le altre nostre libertà e di fare ciò che ci viene detto, e sappiamo tutti che non possiamo farlo.
Tutti abbiamo letto Orwell e Aldous Huxley e Franz Kafka, e sappiamo che questo è disastroso per la democrazia e la libertà umana, e noi non dovremmo partecipare. “Oh, lo facciamo comunque perché il dottore ci ha detto di farlo.” E penso che se guardi cosa sta succedendo oggi, tanto di questo sembra una manipolazione deliberata, mirata e premeditata a un livello molto sofisticato.
Una delle cose che mostro nel mio libro è che ci sono tutte queste simulazioni pandemiche che vanno avanti da 20 anni. Molti conoscono l’ultimo, che era l’Event 201, sponsorizzato da Bill Gates a ottobre 2019, Bill Gates e Avril Haines, che era la vicedirettrice della CIA. Oggi Avril Haines è la migliore spia del nostro Paese. Lei è la direttrice dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, e sta gestendo la risposta al COVID. E se guardi queste simulazioni, simulavano pandemie di coronavirus o pandemie di antrace. Ma non era una risposta medica.
Era sempre una risposta totalitaria, come usare la pandemia come pretesto per restringere i controlli totalitari. E quello che avevano in comune… Bill Gates aveva preso parte a molte di queste simulazioni, probabilmente più della metà. Ma la CIA era coinvolta in ognuna di esse. E allora ti chiedi, perché la CIA è coinvolta in questo? La CIA non è un’agenzia di sanità pubblica. Non fanno salute pubblica. Fanno colpi di stato, questo è quello che fanno. Se ci si guarda intorno oggi, quello che vediamo sono colpi di stato globalmente contro la democrazia e contro il pensiero e i valori occidentali liberali a livello globale, e ovunque ti giri, se sollevi qualche sasso, vedi appena sotto le agenzie di intelligence occidentali. E perché di una malattia, perché di una crisi medica se ne preoccupa l’intelligence? Dovrebbe essere un problema medico. Dovrebbe essere gestito da dottori e medici in prima linea che si consultano tra loro. La medicina è consultarsi l’un l’altro e sviluppare approcci diversi e individuare i protocolli più efficaci e poi comunicarli a livello globale spiegando cosa funziona e cosa non funziona. Sta capitando l’esatto contrario. I medici che stanno curando i pazienti vengono messi a tacere. L’intera crisi è semplicemente diventata un esercizio di controllo politico e di rispetto e obbedienza, che non ha niente a che vedere con la salute della popolazione.

IB – Come possiamo uscire da questa situazione?

RFK – Dobbiamo resistere. Tutti devono individuare modi di resistere ogni giorno della loro vita. Può darsi che ti trovi a dover lasciare il lavoro. Può darsi che debba fare disobbedienza civile ogni giorno, magari andando da un negoziante che ha un cartello sulla porta negozio con scritto “Solo Green Pass” e dicendogli: “Non vengo più a fare la spesa qui, e dirò anche ai miei amici di non fare la spesa qui”, o magari andando da qualcun altro… se vedi qualcuno che spinge un bambino in carrozzina lungo la strada, puoi porgere una cartolina che dice “Ecco il pericolo di inoculare a un bambino questi vaccini”, e porgi una scheda informativa o altro; ne porti sempre con te e le distribuisci in giro. Più la propaganda funziona, a tutti è stato dato lo stesso messaggio menzognero giorno dopo giorno dopo giorno. E quello che dobbiamo fare è diffondere la verità e farlo ripetutamente. In modo che quando quella donna scende lungo la strada con i suoi figli, quella madre sente da tre o quattro persone diverse: “Non vaccinare quei bambini con questo vaccino senza sapere cosa stai facendo” e riceve le loro schede informative.
Ed è così che si diffonde la nostra resistenza, la nostra rivoluzione.
Qualche settimana fa parlavo con alcuni miei clienti. Sono un gruppo di infermieri, circa 500 infermieri stanno per perdere il lavoro. Stanno per essere licenziati. E ho chiesto loro: “Siete certi di volerlo fare?” Hanno mutui da pagare. Hanno famiglie da sfamare. E mi hanno risposto: “Su questo lotteremo fino alla morte. Perché se non combattiamo ora, non c’è via d’uscita e saremo schiavi.” E la vita non è vivere se sei uno schiavo.

IB – Grazie. Grazie per questa bellissima conversazione. Grazie!