LE CURE ESISTENTI OSTACOLATE DAL GOVERNO – LA DENUNCIA DI “UNITI X IL FUTURO”

Riportiamo di seguito l’azione di Uniti X il Futuro che si sta battendo per il ripristino delle terapie salvavita per il Covid purtroppo vietate o osteggiate in Italia.
Dopo la diffida di Maggio di cui leggerete nell’articolo qui sotto riportato Uniti X il Futuro, ci dice, tramite il suo Presidente Claudio Tassi, che sono intenzionati a procedere con le denunce.
Riteniamo urgente tale azione in relazione alle incredibili e surreali affermazioni fatte nell’ultima direttiva della Federazione Regionale Lombarda dell’Ordine dei Medici che sconsiglia FORTEMENTE l’uso dell’azitromicina nella gestione domiciliare dei pazienti Covid.

Testo di Uniti per il Futuro

Riceviamo oggi una segnalazione da parte del Gruppo UNITI X IL FUTURO, composto da Medici, Ricercatori ed Avvocati che ci segnalano che sin dal principio del capitolo Covid il gruppo si concentrò su quello che poteva essere un salvavita per i pazienti in gravi complicazioni da Covid e iniziò a monitorare quello che succedeva nell’ospedale di Mantova dove il Dott. De Donno oggetto di varie ripercussioni stataliste, affrontava con successo del 90%,  i malati Covid gravi con plasma iperimmune.

Anche Pavia in stretta collaborazione bidirezionale col Dott. De Donno applicò le stesse procedure ottenendo gli stessi risultati.

Questa terapia è stata in seguito osteggiata e castrata in tutti i meschini modi possibili e oggi guarda caso invece anche l’OMS, inizia a dare velate conferme di efficacia al fine di tutelare questa terapia compassionevole e poterla rendere fruibile a tutti i cittadini.

A questo punto, questi coraggiosi professionisti attraverso l’Avvocato Cecilia Di Toma di Milano, hanno deciso di diffidare le Istituzione Nazionali e Regionali al fine di costituire banche plasma disponibili per tutti gli ospedali sul territorio, con l’invio di circa 76 pec a Regioni ed Assessori, al Ministero della Salute e al Commissario Straordinario Arcuri.

Solo quattro Regioni hanno risposto a questa diffida facendo così emergere non solo la “mala gestio” del problema ma anche una incredibile negligenza e connivenza rispetto all’Operazione Corona in atto ormai in tutto il Mondo

Il Gruppo “UNITI X IL FUTURO” quindi ci fa sapere oggi che, attraverso i loro legali e sulla base delle diffide correttamente notificate, procederanno nei prossimi giorni con atti successivi per far emergere le gravi responsabilità di un sistema che dovrebbe garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, anziché escludere qualsiasi tipo di prevenzione e cura in attesa di un Vaccino che sappiamo non avere alcuna valenza terapeutica.

Di seguito i punti essenziali contenuti nelle pec notificate il 21 Maggio 2020 :

“Stando a quanto sperimentato a Pavia, da un paziente guarito si possono recuperare circa 600 cc di plasma: quantità sufficiente a salvare due vite.

Non solo: il plasma può essere conservato per sei mesi quindi potrebbe essere utile anche nel caso di una recrudescenza del contagio; la plasmaterapia è necessaria per curare ammalati gravi che hanno contratto il COVID19 e che hanno il 2% di mortalità soprattutto nei soggetti dai 60 agli 80 anni.

La fase 2 di apertura delle attività commerciali, teatri, cinema e il venir meno delle misure del distanziamento sociale rende necessaria la disponibilità di una potente arma terapeutica per scongiurare un’ulteriore mortalità;

E’ necessario a tal fine costituire su tutto il territorio nazionale e quindi in ogni Regione con  il protocollo sperimentato da Pavia e Mantova delle banche del plasma, proprio adesso che sono disponibili in convalescenza centinaia di migliaia di pazienti che hanno contratto il COVID19 e sono guariti, come potenziali “donatori”;

La costituzione di queste banche del plasma consente di disporre di un antidoto assolutamente importante in caso di riaccensione di nuove infezioni ossia in caso di una seconda ondata che potrebbe verificarsi da qui in autunno;

In data 19.5 è stata presentata una interrogazione parlamentare su tale tema chiedendo se il Governo abbia ipotizzato di dare avvio alla creazione di una «banca del plasma» nazionale, al fine di garantire eventuali cure su tutto il territorio, se il Governo intenda, con il più ampio consenso possibile, proporre nelle competenti sedi europee la creazione di una centrale del plasma europea, ridando così credibilità allo spirito dell’Unione che in questo periodo di lockdown è venuto a mancare e per quale motivo il Governo non abbia garantito la continuità delle sperimentazioni sul plasma agli ospedali di Mantova e Pavia e per quali motivazioni l’Istituto superiore di sanità e l’Aifa abbiano scelto come Centro di sperimentazione Pisa.

E’ necessaria anche l’emanazione di protocolli per gli stati lievi della malattia con farmaci come il Plaquenil (Idrossiclorochina), lo Zitromax e altri presìdi terapeutici che consentano una minore ospedalizzazione dei pazienti, e l’emanazione di protocolli terapeutici anche per il trattamento in rianimazione con l’eparina, farmaci antiaggreganti e anticorpi monoclonali e cortisone.”