Capitolo II – L’intossicazione e lo stress

Alla base della teoria sul digiuno formulata dalla scuola igienistica americana, che nel secolo scorso ha avuto notevole diffusione, è il concetto di INTOSSICAZIONE.

Si ipotizza   che l’organismo umano, nel corso della sua esistenza, venga a contatto con una molteplicità di sostanze esogene o endogene che nel tempo tendano ad accumularsi nelle cellule e possano dar luogo ad eventi patologici, innescando meccanismi degenerativi o cancerogenetici. Alcuni tessuti o organi sono più predisposti all’accumulo di tossine: è il caso del tessuto adiposo che tende a concentrare all’ interno delle proprie cellule un gran numero di sostanze chimiche di tipo lipofilo, che si associano preferenzialmente alle molecole di grasso.

L’efficienza dei meccanismi di detossificazione epatici e renali consente di minimizzare gli effetti delle sostanze tossiche preservando a lungo lo stato di salute.

Può tuttavia verificarsi che l’afflusso delle tossine generi malattie, sia per un abnorme carico di tossicità assorbito, sia per l’inefficienza dei meccanismi di detossificazione, sia a causa di particolari tossine che colpiscono elettivamente il sistema immunitario la cui funzione principale è quella di proteggere dall’aggressione di agenti patogeni esterni e di controllare la corretta proliferazione delle cellule dell’organismo. Anzi nella gran parte dei casi la malattia può essere dovuta all’aggressione di sostanze tossiche che indeboliscono i sistemi di difesa dell’organismo, piuttosto che a fattori eziologici veri e propri.

Il concetto di “tossina” è in parte filtrato nella medicina ufficiale sotto vari aspetti come la nozione di FATTORE DI RISCHIO che altro non è che uno stato di tossicità preesistente e predisponente allo svilupparsi della malattia.

Alcuni fattori di tossicità possono essere misurati nel sangue con comuni esami di laboratorio: azotemia, creatininemia e uricemia misurano il carico azotato e la capacità depurativa del rene, l’aumento di colesterolo e trigliceridi indica un ‘alterato metabolismo lipidico etc.

Tra i principali fattori endogeni di tossicità va ricordato in primis lo STRESS.

I meccanismi neuro ormonali che contraddistinguono questa reazione di adattamento a fattori ambientali che tendono ad alterare l’equilibrio interno, prevedono che la reazione di stress sia finalisticamente orientata e confinata nel tempo. Il protrarsi eccessivo dell’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene può generare scompensi che vanno da alterazioni psichiche e comportamentali permanenti (ansia, depressione), a disturbi metabolici quali il diabete e l’obesità, a malattie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e cardiovascolari come l’ipertensione e l’infarto del miocardio. A questo proposito è ben noto che l’infarto miocardico acuto, in soggetti giovani con coronarie integre ed in assenza di fattori di rischio, sia un evento legato allo stile di vita, assolutamente imprevedibile con le metodiche d’indagine e di difficile prevenzione.

Ma lo stress può incidere anche su patologie minori quali sindromi influenzali, raffreddore, reumatismi, favorendone lo sviluppo o un decorso prolungato; capita così che durante una fase di stress intenso cronicizzato si possano avere ripetuti episodi influenzali. Alla base di questo fenomeno c’è un cattivo funzionamento del sistema immunitario dovuto all’azione dei corticosteroidi la cui produzione è notevolmente aumentata sotto stress.

Tra i fattori esogeni di intossicazione si possono citare numerosi esempi alcuni dei quali avvalorati da recenti studi sui meccanismi della cancerogenesi e delle malattie degenerative.

Nella nostra vita di tutti i giorni veniamo a contatto con innumerevoli tossine di varia natura attraverso diverse vie di assunzione, di cui le principali sono rappresentate dagli alimenti, dai farmaci e dai tossici ambientali.

Un classico esempio di tossine legate agli alimenti è costituito dalle sostanze chimiche estranee in essi contenute come coloranti, conservanti e additivi vari oppure dai contaminanti chimici derivati dal ciclo di produzione o lavorazione degli alimenti stessi, da tutte le sostanze d’abuso come alcolici, tabacco e dai farmaci.

Tutte queste sostanze, una volta assorbite, vengono catturate dal filtro epatico e mediante reazioni di detossificazione vengono degradate a composti inattivi oppure modificate in modo tale da essere eliminate dal rene. I processi ossidativi che ne derivano generano RADICALI LIBERI DELL’OSSIGENO o specie reattive dell’ossigeno (ROS), composti chimici altamente reattivi che possono causare gravi danni alle membrane delle cellule e dei mitocondri innescando reazioni di natura infiammatoria. I radicali liberi si producono anche nei processi energetici cellulari normali e in altre reazioni metaboliche.

Per far fronte all’aggressione dei radicali liberi l’organismo mette in atto l’intervento di specifici sistemi enzimatici e vitamine antiossidanti che ne limitano gli effetti tossici.

Particolari tossine diffuse nell’ambiente di cui solo da poco si cominciano a valutare gli effetti tossici, sono gli INTERFERENTI ENDOCRINI, composti chimici di varia natura che una volta assunte dall’uomo attraverso la catena alimentare interagiscono con i delicati meccanismi neurormonali generando neoplasie ormono-dipendenti o disfunzioni poliendocrine: tiroidee, gonadiche (sterilità maschile e femminile), surrenaliche etc. Queste sostanze sono spesso rappresentate da composti utilizzati in agricoltura (pesticidi, fungicidi) o in zootecnia, contaminanti ambientali di origine industriale (diossine, idrocarburi policiclici aromatici), additivi e conservanti dell’industria alimentare o sostanze utilizzate nella preparazione di cosmetici.

Un altro meccanismo di tossicità esogena è costituito dalla ACIDIFICAZIONE del sangue che si verifica a causa di un’eccessiva assunzione di proteine animali o di altre sostanze chimiche a valenza acida (farmaci), il cui catabolismo genera acidità e sposta il pH verso il basso.

Per compensare questo eccesso di acidi l’organismo deve ricorrere ai suoi tamponi endogeni, principalmente i bicarbonati contenuti nella matrice ossea provocando così un progressivo depauperamento dell’osso stesso ed esponendolo al rischio di fratture.

Gli studi epidemiologici dimostrano che l’osteoporosi presenta una significativa correlazione con il consumo di proteine animali tipico dei paesi occidentali e con la scarsa attività fisica.

Infine, una forma particolare di tossicità può essere considerata l’OBESITA’.

Di per sé il costante e continuo accumulo di trigliceridi negli adipociti costituisce un fattore patologico in quanto pregiudica l’efficacia dell’azione dell’insulina che consente la rimozione del glucosio circolante in eccesso nel sangue, instaurando una lenta e progressiva insulinoresistenza.

A seguito di ciò l’organismo non è più in grado di controllare adeguatamente i livelli glicemici e si va verso il diabete conclamato.

A livello ormonale l’obesità comporta un’aumentata produzione di leptina da parte della cellula adiposa con l’obiettivo di ridurre lo stimolo della fame a livello ipotalamico.

Ma la leptina possiede anche le caratteristiche di mediatore dell’infiammazione e pertanto questo stato facilita la comparsa di malattie su base infiammatoria. Inoltre, sono da segnalare i recenti studi epidemiologi sulla maggiore incidenza di alcune patologie neoplastiche, quali tumori del colon e della mammella, nei soggetti obesi, a conferma della specifica capacità degli adipociti di assorbire tossici esogeni quali pesticidi, metalli pesanti, contaminanti ambientali e veleni che possono sviluppare effetti cancerogeni.

I più recenti studi sull’invecchiamento sembrano perfettamente confermare l’ipotesi della tossicità cellulare alla base dei meccanismi responsabili della senescenza. Addirittura, sembrano emergere prove inequivocabili di elevata tossicità a carico della via metabolica della glicolisi, da sempre ritenuta alla base del metabolismo energetico cellulare e pertanto assolutamente fisiologica.

Da questi studi (HIPKISS 2006)   emerge che la glicolisi rappresenta una via metabolica “sporca” in quanto genera metaboliti tossici quali il metilglioxale che danneggiano proteine e membrane cellulari attraverso il meccanismo della glicazione proteica e la produzione di AGEs (Advanced Glycosylation End Products).

Questi meccanismi di intossicazione, come vedremo in dettaglio, sono proprio i bersagli dell’azione del digiuno.

 

 

Da “MANUALE DEL DIGIUNO TERAPEUTICO”

Di Marco Mattorre

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