Intervista al Dr. Dilip Pawar

Intervista a cura di Laura Campanelli e Manuela Zafferani – IppocrateOrg

 

24 ottobre 2020

 

Intervista al Dott. Dilip Pawar, Responsabile di Medicina Generale, Farmacologo clinico, Ricercatore scientifico sul cancro e recentemente esperto per il COVID-19 a Mumbai, India
Un esempio da seguire, per tutti noi.

 

D: Può parlarci di lei, di ciò che ritiene interessante per questa intervista e di come è venuto a sapere dell’esistenza del Movimento IppocrateOrg?

R: Sono un medico, specialista in prevenzione oncologica e durante gli ultimi otto mesi mi sono dedicato al COVID-19, aiutando sia nel trattamento diretto dei pazienti che sviluppando protocolli di cura, facendo ad esempio ricerca sull’utilizzo della terapia con l’inalazione del vapore, usata come prevenzione.

Sono associato alla Grace Cancer Foundation e all’Orchid Cancer Trust (N.d.T. Organizzazioni no-profit fondate per la cura e l’assistenza alle persone malate bisognose).

Per conto della Grace Cancer Foundation, abbiamo esaminato e fatto diagnosi di un consistente numero di casi di cancro al seno e per questo abbiamo ottenuto l’iscrizione sul Libro dei Guinness Mondiali dei primati.

Ho sentito parlare del Movimento IppocrateOrg da alcuni colleghi medici, parte di un team internazionale con il quale ci confrontiamo per l’emergenza COVID-19.

Sono entrato nel Movimento perché ho trovato molto interessante la sua iniziativa di promuovere il diritto alla salute per tutti, per tutta la gente comune nel mondo.
Sono diventato Coordinatore per l’India e per l’Asia.

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D: Per prima cosa vogliamo congratularci con lei e con i suoi colleghi per lo straordinario ed eccellente lavoro svolto sullo studio (recentemente pubblicato sull’International Medical Journal) che confuta il contenuto del Recovery Trial fatto dall’Università di Oxford e sostiene i benefici di utilizzo dell’idrossiclorochina per COVID-19.

Può riassumere in poche e semplici parole il contenuto di questo studio in modo che le persone possano capire e perché ha deciso di dare il suo contributo ad esso?

R: Per la gestione dei pazienti con COVID-19 in diversi paesi, varie associazioni mediche hanno identificato un mix di principi attivi da utilizzare per trattare la malattia. Sebbene queste indicazioni differissero da un paese all’altro (ma anche all’interno dello stesso paese, e spesso differivano da un ospedale all’altro e da una regione all’altra), tuttavia prevedevano un approccio simile che utilizzava la combinazione, nel primo stadio della malattia, di farmaci che, in sinergia, producevano evano un’azione immunomodulante e antivirale. Nel Recovery Trial c’erano due questioni principali:

1) nello studio è stata utilizzata la monoterapia (basata su HCQ), mentre nella maggior parte dei paesi è stata utilizzata la combinazione di HCQ con diverse terapie.

2) è stato utilizzato un dosaggio elevato di idrossiclorochina. Il protocollo del Recovery ha utilizzato un dosaggio di 2400 mg di idrossiclorochina nelle prime 24 ore di trattamento. La dose iniziale è stata poi seguita dalla somministrazione di 400 mg ogni dodici ore per altri nove giorni, per un totale di 9,6 g di farmaco in dieci giorni. Di conseguenza, a causa dell’elevata dose di utilizzo di HCQ, nello studio sono stati osservati più eventi avversi e mortalità. In India usiamo ancora HCQ per la profilassi del COVID-19 e per il trattamento dei casi lievi: se l’HCQ è usata correttamente è sicura ed efficace sia per la profilassi che per il trattamento.

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D: Sappiamo che nel luglio 2020 ha ricevuto importanti premi annuali dalla Indian Medical Association e dalla Croce Rossa Indiana come “Corona Warrior” (n.d.t. Guerriero per il COVID) per il suo contributo alla lotta contro COVID-19.

R: Sì, ho ricevuto diversi premi per il mio servizio al Paese negli ultimi otto mesi. Ho ottenuto i seguenti riconoscimenti in India:

  • INDIAN MEDICAL ASSOCIATION CORONA WARRIOR AWARD, 2020
  • Times of India Corona Warrior Award on Doctors Day, 2020
  • Indian Red Cross Society Corona Warrior Award, 2020
  • Mumbai Municipal Corporation BDBA Hospital, CORONA WARRIOR AWARD, 2020
  • Corona Yoddha Award by MLA, Vidhan Parishad, Govt of Maharashtra, 2020
  • India Today, Top Mumbai Doctor Award for Corona Warrior, Aug 2020

Sono stato anche invitato dall’Esercito Indiano a raggiungere i militari in luoghi di confine per servire l’Esercito indiano curando e fornendo linee guida per la gestione del COVID-19.

Vorrei dire che nonostante i miei premi, lavoro per i miei pazienti e per salvare vite umane e non mi interessano i soldi. Amo la mia professione e il mio obiettivo era aiutare sia i medici che la gente comune a combattere la paura del COVID-19 ed il COVID-19 stesso. All’inizio tutte le persone erano spaventate dal COVID-19 ed anche i medici lo erano. Ma tutti i medici, non solo virologi o pneumologi, dovevano prendere parte alla lotta contro questo nuovo virus, quindi il mio primo passo è stato aiutarli a superare la paura. Successivamente li ho aiutati a combattere il virus insegnando loro precauzioni e prevenzione, azioni quotidiane da trasferire anche alla gente comune. Tutto ciò è stato molto utile per superare stress e malattie psicologiche.

Se vuoi cambiare qualcosa, devi iniziare il processo, ed essere il promotore del cambiamento.

 “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo” (n.d.t.Ghandi)

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D: sappiamo che l’India è il secondo paese al mondo per casi di COVID-19. Potrebbe dirci come sta affrontando in India e più in dettaglio nella sua zona, l’attuale situazione COVID-19?

R: I casi di COVID-19 hanno iniziato ad aumentare a marzo, a metà settembre 2020 è stato raggiunto il picco, ora la situazione è più stabile. Nella situazione attuale con la disponibilità di alcuni farmaci come Favipiravir e Remdesivir, il tasso di recupero è aumentato e il tasso di mortalità è sceso.

Abbiamo raccomandato al Governo di rendere obbligatorio l’uso della mascherina per tutte le persone. Il Governo ha quindi stabilito la regola di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine. In generale, le persone indossavano una normale mascherina in tessuto o una maschera a 3 veli, mentre i medici e gli operatori sanitari indossavano maschere N 95. Abbiamo anche spiegato come indossare e trattare le mascherine. Anche i Media ed i giornali hanno correttamente informato le persone su questi aspetti.

Gli aspetti comunicativi sono davvero importanti in situazioni simili. I Media non diffondono panico e paura e non trasmettono giornalmente il conto dei morti. (N.d.A: il numero totale di deceduti è 118.000 su una popolazione di 1.380.000.000 persone)

Inoltre, per la prima volta nel paese, abbiamo condotto ricerche sull’uso dell’inalazione di vapore nella profilassi e nel trattamento dei pazienti con COVID-19. Lo abbiamo trovato estremamente utile nella prevenzione. In India la maggior parte della popolazione e la maggior parte degli operatori sanitari sta utilizzando l’inalazione di vapore, la quale è risultata essere una delle modalità importanti per controllare la diffusione di questa infezione.

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D: Abbiamo letto che in India sono stati utilizzati anche rimedi omeopatici e piante della medicina tradizionale, è vero e cosa ne pensa?

R: Sì, è vero, molte persone stanno assumendo farmaci omeopatici per la profilassi e vari prodotti di rinforzo del sistema immunitario.

Abbiamo anche utilizzato al contempo la nostra antica medicina Ayurvedica (la medicina tradizionale indiana) e la medicina moderna. (L’Ayurveda è ancora diffusa in tutta l’India e si basa su erbe e oli naturali, buona dieta ed esercizio fisico quotidiano). L’Ayurveda aiuta a migliorare il sistema immunitario e insieme alla medicina moderna possiamo ottenere risultati migliori sul COVID-19.

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D: Viene utilizzato un protocollo di prevenzione per rafforzare il sistema immunitario?

R: Sì, come già accennato, per la profilassi le azioni più importanti da intraprendere sono:

– Terapia inalatoria di vapore, due volte al giorno, ogni volta per cinque minuti. (Fornirò ulteriori dettagli sulla terapia a vapore in un punto seguente dell’intervista

Inoltre consigliamo al personale medico-sanitario di assumere:

  • settimanalmente : HCQ , Vit D3
  • giornalmente: Vitamina C, Zinco Ivermectin 12 mg

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D: Per i malati è prevista anche terapia domiciliare?

R: Sì, molti pazienti sintomatici lievi sono in quarantena domiciliare e sono stati trattati a casa, io stesso ho curato più di 500 pazienti a casa.

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D: Quali sono le terapie e i farmaci più utilizzati per il trattamento in prima fase della malattia COVID-19?
Viene usata l’idrossiclorochina?

R: Sì, è stata ampiamente utilizzata come profilassi per gli operatori sanitari. Viene anche utilizzata nel trattamento di pazienti con casi lievi di COVID-19. Il protocollo indiano prevede il suo utilizzo insieme ad altri trattamenti per la prima fase.

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D: Avete protocolli specifici da implementare anche per i casi più gravi di COVID-19?

Quali sono le terapie / farmaci più utilizzati nella seconda e terza fase?

R: Abbiamo un protocollo specifico fornito dal team ICMR (n.d.t. Indian Council of Medical Research, uno dei più antichi e grandi enti di ricerca medica del mondo) che viene aggiornato regolarmente; durante questo periodo di pandemia, riceviamo aggiornamenti quotidiani e dobbiamo modificare il trattamento.

https://ippocrateorg.org/2020/10/10/dal-mondo-protocollo-di-cure-in-india/

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D: I medici hanno libertà di scelta terapeutica o, come in Italia, devono seguire protocolli fissi?

R: Nonostante vi siano le linee guida, in India i medici non sono obbligati a seguire il protocollo prestabilito; possono adattare il trattamento in base al loro esame e valutazione del paziente

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D: Come pensa che l’Italia abbia gestito la pandemia?

R: L’Italia è stata molto lenta all’inizio della pandemia nel proporre alla gente comune i principi basilari di precauzione quali gestire correttamente le distanze ed indossare mascherine. Lo stesso è accaduto negli ospedali dove i medici non sono stati istruiti nel modo giusto su come gestire la pandemia e dove non venivano attuate le giuste cure. Vale la pena dire che il virus può sopravvivere fino a 3 ore sulle superfici e sui vestiti e questo è il motivo per cui tutto deve essere igienizzato o lavato frequentemente. All’aria aperta il virus ha una vita molto breve.

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D: Quali sono nella sua esperienza le principali differenze tra il COVID-19 e la comune influenza?

R: l’infettività è molto più alta nel COVID-19 e un singolo farmaco non funziona. Solo la combinazione di farmaci diversi è in grado di guarire i pazienti.

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D: A maggio-giugno di quest’anno, quando i casi di coronavirus erano in aumento, lei ha diretto una ricerca per uno studio di osservazione sull’utilizzo di vapore contro il COVID-19.

Ha già menzionato prima questo trattamento. Può spiegarci brevemente gli effetti del caldo e dell’umidità sul virus? Hanno avuto successo? Ha osservato successivi contagi nei pazienti sottoposti a trattamento di vapore?

R: Il virus può rimanere biologicamente attivo in un’ampia gamma di ambienti. I virus dotati di involucro protettivo come il Coronavirus sono più attivi in ​​condizioni di freddo e asciutto e sono associati a una maggiore incidenza di COVID-19.

La capacità del calore di superare le infezioni virali dipende dall’impostazione, dalla fonte, dalla temperatura, dall’umidità, dalla posizione e dai tempi di applicazione. La prima linea di difesa dai virus respiratori, sono la cavità nasale e i seni che forniscono una barriera protettiva che consente ai virus di essere bloccati, rilevati dal sistema immunitario e spazzati via. L’inalazione di vapore inibisce e disattiva direttamente i virioni nelle vie aeree superiori fornendo supporto alla prima linea di difesa del sistema immunitario. Il calore applicato a tutto il corpo fornisce inoltre una seconda linea di difesa del sistema immunitario inducendo uno stress da calore che imita l’effetto della febbre.

Lo stress da calore aumenta la gittata cardiaca, il volume del plasma e il flusso sanguigno periferico e induce la riduzione delle tossine attraverso reni, fegato e pelle. Può alterare il pH del sangue e fornire un’azione diretta contro le infezioni respiratorie. L’ipertermia crea condizioni alcaline che sono più favorevoli alla difesa dell’ospite, condizioni di alcalosi respiratoria transitorie in grado di inattivare ed inibire la replicazione virale e diminuire l’infezione da coronavirus. Abbiamo molte evidenze disponibili che supportano l’applicazione di calore e umidità per l’inibizione e il trattamento delle infezioni virali. Studi controllati randomizzati suggeriscono inoltre che il vapore e l’umidificazione possono curare l’infezione virale respiratoria a temperature superiori a 43° Celsius per 20-30 minuti riducendo la diffusione virale e dando sollievo immediato dai sintomi del comune raffreddore. Il vapore è stato utilizzato sin dai tempi antichi per alleviare i sintomi dell’influenza. Recenti studi sulla inattivazione dei virus attraverso strumenti di supporto alla prevenzione affermano l’efficacia del calore sul coronavirus.

Il vapore in un ambiente adeguato e protetto ha una temperatura di circa 70-80 gradi Celsius, che è ben al di sopra della temperatura di instabilità del coronavirus. Quindi il vapore ucciderà direttamente il coronavirus che muore a 58-60 gradi centigradi. I coronavirus che entrano attraverso le vie nasali e sono bloccati dalla prima linea di difesa immunitaria vengono uccisi con il vapore. C’è un aumento di 10 volte delle cellule T e delle cellule Natural Killer a livello nasale localizzato che aiutano nel meccanismo di difesa ed una produzione di proteine ​​da shock termico, che aumentano ulteriormente l’immunità. Nello studio è stato dimostrato che l’uso del vapore potrebbe ridurre in modo significativo, del 90%, i sintomi e facilitare il recupero dei casi lievi In molti quartieri residenziali a Mumbai, dove la densità della popolazione è elevata, la terapia del vapore come profilassi ha contribuito a ridurre la diffusione dell’infezione in oltre l’80% dei casi. Il trattamento ha avuto molto successo in India per la profilassi e il trattamento dei casi lievi.

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D: Sappiamo anche che lei è uno specialista in oncologia.

Secondo la Sua opinione ed esperienza, gli screening e le terapie per altre malattie sono stati ritardati dall’emergenza COVID-19?

R: Sì molti casi sono stati rimandati a causa del COVID-19, ma ora le cose si stanno sistemando.

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D: Cosa ne pensa del vaccino per COVID-19?

R: Molte società di biotecnologie in India stanno lavorando e sono fiduciose che avremo buone notizie in merito entro dicembre.

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D: Pensa che il vaccino sia la soluzione alla pandemia?

R: in questo momento si, sebbene abbiamo medicinali specifici per il trattamento del COVID-19, i risultati differiscono da paese a paese. Il vaccino aiuterà definitivamente le persone; inizialmente il vaccino potrebbe non fornire una protezione al 100%, ma il paziente otterrà sicuramente una protezione significativa, alla fine otterremo un buon vaccino e sicuramente la protezione sarà molto migliore.

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D: Lei è il Coordinatore IppocrateOrg per l’India e l’Asia. Può dirci quali sono i prossimi passi che intende compiere per coordinare le attività di IppocrateOrg?

R: Il prossimo passo sarà agire come Coordinatore dell’Asia. Durante questa pandemia abbiamo visto l’importanza del sistema di gestione dell’assistenza sanitaria. Vorremo costruire un sistema in cui l’uomo comune, che è il paziente, si integri con i medici e l’ospedale, in modo da ottenere diagnosi e trattamenti in tempo. Sarà data maggiore enfasi allo screening, alla diagnosi precoce in modo da prevenire i ritardi nel trattamento, ridurre la mortalità nonché i costi, salvare vite umane. Ciò significa che le cure e i medici devono raggiungere tutte le persone, devono essere disponibili per l’uomo comune e non solo per chi ha sufficienti mezzi economici.

Il nostro obiettivo è creare una rete con i medici degli altri Paesi in modo da potersi sostenere a vicenda, confrontare le terapie in tempo reale e ricevere continui aggiornamenti sulle cure ed esperienze cliniche dirette.

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D: Qualsiasi domanda / risposta aggiuntiva da parte Sua che Lei ritenga opportuna:

 R: Consiglio vivamente di diffondere la conoscenza della terapia con il vapore non solo in Italia, ma anche negli USA e nel mondo come aiuto alla prevenzione.

link:

Pawar et al Steam Study IMJ Japan

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